La Brigata Bolero alla battaglia di Casteldebole

La Brigata “Bolero”
alla battaglia di Casteldebole

di Maurizio Garuti

regia: Francesca Calderara
produzione: La Compagnia delle Tre Lune/Teatro Laboratorio TP

UNO SPETTACOLO TEATRALE PER LE NUOVE GENERAZIONI


In contemporanea con lo spettacolo esce un volumetto con i testi di scena
(edizioni Minerva). Un'appassionante lettura, che è anche occasione

per ampliare le vicende che portarono alla battaglia di Casteldebole

e i temi che solleva verso le nuove generazioni.

PERSONAGGI E INTERPRETI
quattro giovani: Bolero (Emanuele Marchesini), Enrico (Luca Mazzamurro/Michele Zaccaria),
Mario (Giacomo Tamburini), Gregori (Jacopo Trebbi)
una vecchia: Margherita Ferioli

Un giovane operatore di biblioteca è stato incaricato da un Quartiere della città di fare una ricerca sull’eccidio di Casteldebole, nella prospettiva d'una lettura teatrale.
Colpito da questa storia che non conosceva, ha raccolto alcuni opuscoli in circolazione e li ha distribuiti a tre amici. L’azione comincia una sera, mentre con i tre compagni è a zonzo in auto sui viali di Bologna: approfittando della vicinanza, li trascina a Casteldebole, lungo il Reno, dove nel 1944 avvenne il sacrificio della Brigata Bolero. Sul “luogo del delitto”, con la promessa di un ipotetico compenso dal Quartiere, ottiene dagli amici un minimo di interesse. Questi hanno sì e no dato un’occhiata agli opuscoli ricevuti. Tuttavia, battuta dopo battuta, fra curiosità e scetticismo, il fatto di 73 anni fa rivive in tutta la sua forza drammatica, in un parallelo continuo fra i giovani di allora e i giovani di oggi. Ed è un confronto antiretorico, spietato, privo di abbellimenti. 
Ciò che occorre alla Resistenza per uscire dal freddo delle lapidi e tornare ad essere patrimonio vivo della nostra coscienza.
Maurizio Garuti

NOTA AL TESTO
Bologna, ottobre 1944. L’eccidio di Casteldebole.
Un distaccamento di venti partigiani della 63a brigata Garibaldi scende dalle colline per partecipare a quella che sembra l’imminente insurrezione di Bologna contro l’occupazione nazifascista. Il Reno in piena impedisce il guado, i partigiani sono bloccati. In seguito a una spiata, vengono accerchiati da forze soverchianti di SS tedesche. Combattono fino all’ultimo uomo e all’ultima cartuccia. Conclusa la battaglia, le SS, comandate da Walter Reder, il boia di Marzabotto, rastrellano a caso quindici abitanti di Castedebole e li trucidano.
Quel fiume in piena, che non si riesce ad attraversare, è anche la metafora della condizione giovanile di oggi. Da un episodio poco noto della Resistenza bolognese, un testo teatrale dove i giovani di oggi, disincantati e delusi, si confrontano con i giovani di allora, bloccati davanti alla barriera del Reno.

NOTE DI REGIA
Lo spettacolo è un’occasione per ricordare e condividere eventi storici che appartengono alle nostre radici e che non sono conosciuti ai più. Lo spirito del progetto è quello di trattare con uno sguardo lieve episodi tragici, tentando un percorso non retorico, ma denso di emotività. La messa in scena ha privilegiato un taglio essenziale, in scena c’è solo una panchina di legno, utilizzando come elemento espressivo predominante il teatro corporeo. Il rapporto tra i giovani partigiani e i giovani di oggi è l’elemento chiave per trasporre le motivazioni interiori all’azione degli attori in scena con uno stretto rimando agli attori sociali cui afferiscono. Qualcosa di sottile lega i due piani storici e i destini dei personaggi che rispettivamente vi albergano, e proprio questi piani sensibili sono gli ambiti in cui lo spettacolo assume spessore e da cui trae forza per trasmettere ciò che è stato. La ricorsività storica, come un canone, si ripropone con nuovi significati, nuovi rimandi, nuove emozioni. Quello che fa la differenza è scegliere dove posizionarsi e tentare in qualche modo di influire su uno scenario possibile, che volenti o nolenti, rappresenta il luogo in cui siamo chiamati a esistere.
Francesca Calderara

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SCHEDA TECNICA a cura e carico dell'Organizzatore
AUDIO
4 microfoni ad archetto
Impianto audio (mixer minimo 6 canali, 2 casse)
Regia audio (un lettore CD o collegare un pc tramite cavo jack al mixer)
videoproiettore+schermo bianco m 4 x 3
LUCI
Piazzato bianco + controluce (tecnico di compagnia si occuperà del piano luci)
PALCO
Minimo m 6 x 4

DURATA DELLO SPETTACOLO: 70 minuti circa.

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